IL GOVERNO MELONI DOVREBBE DICHIARARE IL TERRITORIO ITALIANO UN PROTETTORATO STATUNITENSE, ABBANDONANDO LA NATO: SAREBBE UN RARO ATTO DI COERENZA, DA PARTE SUA
L’edizione di venerdì sedici gennaio del quotidiano fascista online Secolo d’Italia contiene uno scritto, firmato da tale Lucio Meo, nel quale si critica ferocemente il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, per la sua decisione di inviare appena quindici soldati per difendere i 2.600 chilometri di confini della Groenlandia da possibili futuri attacchi da parte degli Stati Uniti d’America.
Una veduta di Nuuk, capitale della Groenlandia
L’articolo cinque dell’accordo che ha dato vita all’Organizzazione Terroristica dell’Atlantico del Nord stabilisce che «Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall’art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale».
La Terra dei Kalaallit – questo è il nome della zona contesa nella lingua della comunità inuit, gli indigeni della zona – è un territorio appartenente alla Danimarca; siccome questo è uno dei Paesi fondatori del suddetto accordo, quello in atto è il classico caso di scuola che prevede l’invio di aiuti all’aggredito: in effetti, alcuni Paesi europei stanno spedendo parti delle proprie truppe – per quanto si tratti di numeri risibili: tredici dalla Germania, quindici dalla Francia, tre dalla Svezia, più numeri imprecisati da Regno Unito, Norvegia, Finlandia e Paesi Bassi – per almeno simulare di adempiere a quanto stabilito nel 1949.
Dato per accertato quanto sopra, non vediamo cosa, il pennivendolo di via della Scrofa, abbia da canzonare il primo cittadino transalpino, visto che – lo scrive lui stesso – «Secondo quanto riportano i giornali di oggi, e come anticipato ieri da Crosetto, il governo Meloni non ha intenzione di integrare con militari italiani il contingente europeo»; questa è solo l’ennesima dimostrazione del totale servilismo del Governo italico ai voleri dell'amministrazione di Washington District of Columbia: a questo punto, per coerenza, i governanti romani dovrebbero abbandonare la Nato, per dichiararsi apertamente un protettorato statunitense.
Bosio (Al), 18 gennaio 2026
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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